La normalità

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Chissà poi che cosa é la normalità…

Secondo me é un concetto molto soggettivo se lo guardiamo dal punto di vista dell’abitudine e dell’indole personale. Dicasi normalità il perseguire obiettivi, il fare scelte, il pensare e l’agire sulla base della propria ragione, del proprio cuore e dei propri sogni, anche quando ciò che ai nostri occhi appare normale, perché ci riempie e ci appaga, agli occhi degli altri é una follia.

Che concetto strano la normalità. Per alcuni é normale ciò che é diffusamente accettato per prassi, per tradizione, per convenzione, per conformismo, per quel dire che é il tutti fan così

Preferisco optare (come di fatti ho fatto) per la normalità personale, quella normalità che avvalora la persona, la rende libera di esprimersi, d’essere piuttosto che sentirmi schiacciata e soffocata da tutto ciò che é collettivamente accettato ed eseguito come automi senz’anima, senza capacità di pensiero libero.

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Amici veri

undiciTuit

le mani degli amiciCerti giorni si sentiva un verme, ma era solo per un attimo: il senso di colpa montato su come un boccone mal digerito si dissolveva nella consapevolezza di non aver mai agito in cattiva fede o per egoismo. Pure, il disagio permaneva. Non poteva farci nulla, e forse non era neppure un male, ma a volte i suoi amici gli mancavano come l’aria.

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Maternità

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La gravidanza dovrebbe essere, per ogni donna, un momento di gioia e infatti, comunemente, si parla di dolce attesa della donna quando porta in grembo una creatura che darà alla luce dopo nove mesi di attesa, il suo bambino.

Per alcune donne non é così. Alcune trascorrono i nove mesi d’attesa in ospedale, sotto l’occhio vigile e le cure attente dei medici perché hanno scoperto di non riuscire  a mantenere il bambino, avendo vissuto l’aborto a gravidanza inoltrata . Donne disposte a rimanere chiuse in ospedale per ben nove mesi per dare la possibilità a un figlio di venire al mondo. Se non é Amore questo…

É vero ci sono donne che scelgono di non avere figli perché preferiscono concentrarsi su se stesse, sulla carriera. Ma altre decidono di non averne perché non vogliono perdere la propria libertà, perché un figlio costa troppo (e costa, inutile negarlo), perché vogliono risparmiare questo malvagio, terribile, violento mondo a una nuova vita. Se i nostri genitori avessero ragionato così, noi non saremmo qui, oggi, e non avremmo mai conosciuto la bellezza della vita, la sua semplicità, la meravigliosa natura, l’amore, i libri, la musica, le belle persone. Se avessero ragionato così, ci saremmo persi un sacco di cose belle!

Tutte le donne hanno il diritto di scelta, giusto e non giudico quelle che, potendo avere un figlio, scelgono di non provare la gioia della maternità, la gioia indescrivibile di tenere fra le braccia quell’esserino appena uscito dal tuo ventre, ancora sporco, che respira l’odore della tua pelle, che ti fa le pernacchiette, di vedere quella boccuccia che ti riempirà di baci all’infinito senza stufarti mai, quelle manine che più in là ti accarezzeranno dolcementr, quei piedini così piccoli che più in là si muoveranno, con tanta impazienza, verso di te, correndoti incontro con gli occhi raggianti di felicità…. 

No, non giudico nessuno, ma vorrei tanto che fosse chiaro cosa vi perdereste con la vostra scelta…. che, a un certo punto della nostra vita biologica, non può essere modificata… spero che la vostra scelta sia pienamente consapevole e senza rimpianto…. 

Un pensiero e un abbraccio sincero, forte e calorosi va a tutte le Donne che non possono avere figli, che non sono riuscite ad avere figli nonostante le cure più costose e i tentativi più disperati… 

  

Marina di Zafon

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Sole, mare e Marina di Zafon.

Libro dalla scrittura fluida che si legge facilmente e velocemente. Libro avventuriero, di fantasia, di mistero e di suspence mi ha catturata dopo qualche pagina iniziale. Ma adesso che l’ho finito di leggere, a pensarci bene, mi fa venire in mente uno di quei film d’avventura  per ragazzi, una di quelle belle e intriganti storie che, nonostante la tua età adulta, ti tiene incollata allo schermo. Alcune immagini, tuttavia, non sono ben riuscita a figurarmele tanto il disgusto di doverle immaginare, nei particolari (ma questo é strettamente legato al gusto e alla sensibilità personale). 

Il messaggio più potente che mi arriva é la forza dell’amicizia, quella vera, che resiste anche quando viene messa a dura prova. l’autore vuole far valere l’importanza dell’amicizia e ci suggerisce come questa possa esserci più vicina e calorosa della famiglia cui apparteniamo. La famiglia ci fa nascere, ci mette al mondo, ma che famiglia é se poi ci abbandona al vento della vita, senza diventare il faro dell’affetto, del calore umano, senza diventare il rifugio primario della nostra vita? Che famiglia é quella che é completamente assente, che vi abbandona persino nei giorni sacri delle feste? Che ci lascia in disparte, in balia fi noi stessi?

 Spesso a volerci più bene e a tenerci in buon conto sono più gli estranei che le persone che dovrebbero abbracciarci poiché, forse, ci vedono con occhi diversi, sono curiosi di scoprirci oppure colgono qualche cosa nel nostro sguardo che li attira a noi, percepiscono di noi tutto un mondo.

Un altro messaggio, forse, é la vita stessa, l’amore per la vita e l’apprendere di dover accettare, con amorevolezza,  come siamo, con le nostre imperfezioni, con i nostri difetti ché altrimenti l’esistenza può diventare un inferno.

Domenica d’estate

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Domenica d’estate, al mare, con gli amici, su una spiaggia strapiena di persone, e noi lì, quell’ombrellone blu notte che custodisce, all’ombra, le nostre cianfrusaglie.

Giornata di colazione al bar, ai tavolini del Lido, di fronte al mare, con espressino, cappuccino e croissant e pasticciotti leccesi alla crema.

Scorrono le ore in buona compagnia, fra chiacchiere, confidenze e tante risate, con i bambini a mollo in acqua che rischiano di tirar fuori squame e pinne per trasformarsi, ahimè, in sirene e sirenetti. 

Quando la compagnia é giusta la giornata passa in fretta. 

Ed é subito sera, a casa con spaghettata di cozze e vongole.

Il parlare

Quel parlare tanto per parlare, per dire qualche cosa per la dissolvenza del silenzio che tanto fa rumore creando imbarazzo, disagio e un muro ancora più alto insopportabile, inaccettabile… e per riempire di schiocchezze e frivolezze certi vuoti di tempo… No, non lo sopporto affatto… Ma a volte é proprio quel che ci vuole A volte fa tanto bene per tornare a sorridere e per sentirsi più leggeri

Omaggio floreale

Story of a photographer


  

Io so per certo cosa c’é dopo la morte, quello che non so è cosa c’è prima. Il prossimo passo è rabbrividire mentre percorro la colonna vertebrale arrivando alla nuca, la pelle d’oca ti tradisce mentre mi dici che non ti importa. Ti ho portato qua a vedere il tramonto, e tu mi dici che lo vedi tutte le sere, che non é niente di speciale. E penso ci debba pur essere qualcosa che ti rende felice invece non vedo altro che un corpo a terra consumato e abbandonato. Così evito il contatto visivo perché le cose non le voglio capire, non le voglio sapere. Che io sono affettivamente monogama questo già lo sapevi. Sapevi anche che le preferenze le hanno tutti, al bar oppure in biblioteca, e se ti do il cuore e tu ci pianti dei papaveri non lamentarti se siamo così attaccati alla vita. Ti chiedi…

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